TERMINATORE DI VOLO PER OPERAZIONI SPECIALIZZATE… NON CRITICHE?

Bentrovati,

vorrei avere un riscontro in merito all’interpretazione di un articolo del Regolamento ENAC per i Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto.

L’art. 9 del Regolamento specifica:
Per operazioni specializzate “non critiche” si intendono quelle operazioni condotte in VLOS che non prevedono il sorvolo, anche in caso di avarie e malfunzionamenti, di:
– aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani;
– infrastrutture sensibili.

Quindi anche in caso di avarie e malfunzionamenti si dovrebbero garantire i due punti sopra riportati. Se penso al mio DJI S900, con una velocità di oltre 15 m/s ed un’autonomia di almeno 16 minuti, potenzialmente percorrerebbe almeno 16x60x15=14400 m = 14.4 Km prima di schiantarsi al suolo.
In caso di malfunzionamenti o avarie potrebbe accadere che la centralina di volo non riconosca il geofencing e non attivi il return to home. In tal caso non è possibile garantire i due punti sopra per un raggio di almeno 14.4 Km, pertanto l’operazione diventa critica.
La mia domanda è: “In base a considerazioni analoghe a quelle che ho fatto per il mio DJI S900 ed alle previsioni del Regolamento, si potrebbe ritenere che il terminatore di volo, di fatto, sia obbligatorio anche per le operazioni specializzate non critiche?
I malfunzionamenti possono essere di vari tipi ed un APR senza terminatore di volo diverrebbe ingestibile in caso di fly away; proseguirebbe nel volo fino a schiantarsi al suolo e quasi sicuramente sorvolerebbe aree congestionate, assembramenti di persone, agglomerati urbani o infrastrutture sensibili. Diversamente, bisognerebbe essere nel deserto.
Voi cosa ne pensate? Datemi un riscontro. Mi trovate anche su Telegram (https://t.me/giampaoloberetta) dove ho aperto un canale nel quale ti parlo della mia attività e condivido informazioni (https://t.me/inggiampaoloberetta).

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